Mondo Multipolare contro la Guerra

Mondo Multipolare contro la Guerra

Un appello urgente per una coalizione multipolare per la Pace

Il nostro mondo si trova a un punto critico e pericoloso. La politica distruttiva degli interventi militari unilaterali e il cambiamento di regime illegale, promossi e praticati dagli Stati Uniti e dai suoi alleati, ha portato alla possibilità di un confronto militare tra le maggiori potenze mondiali e i Paesi con armi nucleari, scatenando il rischio di una nuova guerra mondiale. È arrivato il momento di contrastare questa grave minaccia per l’umanità. Si deve ristabilire il rispetto per il principio di sovranità, autodeterminazione e non interventismo e l’osservanza del diritto internazionale deve avere la priorità.

Questo è un appello urgente a tutte le Nazioni, le organizzazioni, i movimenti e gli individui di tutto il mondo, perché ci si riunisca formando una coalizione globale che cerchi di evitare il disastro – rafforzando la cooperazione multipolare, la diplomazia di pace e il rispetto del diritto internazionale, rifiutando categoricamente l’interventismo e l’aggressione unilaterale.

Vogliamo un mondo unipolare in cui siano le guerre occidentali a dettare il destino del mondo, o un mondo multipolare in cui i Paesi sovrani si adoperino in un ambiente di pace, cooperazione e rispetto reciproco?

È chiaro che NOI, la maggioranza globale, scegliamo il secondo.

Uniamoci insieme firmando, pubblicizzando e/o diffondendo ampiamente quest’appello e tutti gli sforzi che sostengono idee simili.

No alla guerra … SÌ a un mondo multipolare!

(Versione integrale in basso)

 

 


Mondo Multipolare contro la Guerra


Un appello urgente per una coalizione multipolare per la Pace


Il nostro mondo si trova a un punto critico e pericoloso.  La politica distruttiva degli interventi militari unilaterali e il cambiamento di regime illegale, promossi e praticati dagli Stati Uniti e dai suoi alleati, ha portato alla possibilità di un confronto militare tra le maggiori potenze mondiali e i Paesi con armi nucleari, scatenando il rischio di una nuova guerra mondiale.

Questo è un appello urgente a tutte le Nazioni, le organizzazioni, i movimenti e gli individui di tutto il mondo, perché ci si riunisca formando una coalizione globale che cerchi di evitare il disastro – rafforzando la cooperazione multipolare, la diplomazia di pace e il rispetto del diritto internazionale, rifiutando categoricamente l’interventismo e l’aggressione unilaterale.

Il mondo si trova in questa situazione a causa della spietata politica estera, delle gravi violazioni dei diritti umani e della distruzione indiscriminata di diverse culture. Dalla fine della guerra fredda, il nuovo cambiamento di politica aggressiva degli Stati Uniti è stato sancito in un documento del PNAC (Progetto per un Nuovo Secolo Americano) pubblicato nel Settembre del 2000, dal titolo “La ricostruzione della difesa americana” (Rebuilding America’s Defese). In questo documento viene chiaramente stabilito che:
“… Se si deve mantenere e consolidare una pace americana, l’indiscussa supremazia militare degli Stati Uniti deve avere la priorità come fondamento garantito…”

Sotto la copertura mediatica di “guerra al terrore”, “armi di distruzione di massa” o “umanitarismo”, gli Stati Uniti (insieme ai suoi alleati) praticano questa dottrina apertamente imperialista attraverso l’espansione della NATO, il lancio di più guerre per il controllo delle risorse estere, e attraverso la creazione di centinaia di basi militari oltreoceano.  I capi di Stato non accondiscendenti vengono deposti tramite interventi militari non autorizzati o per mezzo di rivoluzioni colorate. Si contaminano intere regioni con munizioni all’uranio impoverito che provocano il cancro. Si giustifica l’uso della tortura, della sorveglianza elettronica, dei droni assassini, della guerra informatica e il calo delle libertà civili nazionali – mentre gli informatori che espongono questi crimini vengono minacciati e criminalizzati.


Hanno anche scatenato la guerra economica sia sotto forma di sanzioni, di capitalismo senza scrupoli, di austerità imposta dal Fondo Monetario Internazionale e di trattati commerciali come il TTIP –negoziato in massima segretezza-, sia per mezzo di manipolazioni finanziarie con i suoi nemici e persino contro i propri alleati, costringendoli così alla sottomissione.

Punti critici pericolosi

Il mondo è diventato più sicuro con tutto ciò? Quali sono i risultati di queste azioni unilaterali? Le promesse di una maggiore democrazia, di sicurezza nazionale e di benessere economico per mezzo dell’intervento occidentale hanno portato solo a un lascito mortale di stati falliti e di risultati disastrosi. Inoltre, questa politica unilaterale mira alla Russia e alla Cina, esponendo l’umanità al rischio di una guerra termonucleare globale.

In Asia orientale, Washington ha ritenuto l’ascesa dinamica della Cina come una minaccia strategica per gli interessi degli Stati Uniti e ha reagito militarmente agitandola, accerchiandola e, allo stesso tempo, scatenando dispute territoriali con i suoi vicini. Contemporaneamente vengono realizzati trattati neoliberali di libero commercio negoziati in segreto, come il TTIP, per contrastare l’influenza economica della Cina, e così si consente alle aziende di mantenere i lavoratori sfruttati, la tutela dell’ambiente viene messa da parte e intere nazioni diventano impotenti.

Nel frattempo, gli Stati Uniti e la NATO sostengono in Ucraina un regime corrotto con legami nazisti, da loro portato al potere con un violento colpo di Stato. La politica repressiva del regime ha scatenato una guerra civile che ha creato più di un milione di rifugiati. Quegli abitanti della Crimea contrari al colpo di stato avevano deciso, con un referendum, di unirsi nuovamente alla Russia. Nonostante il 90% avesse votato a favore della riunificazione, le potenze occidentali e i media hanno accusato la Russia d’intromissione, scegliendo di applicare dure sanzioni economiche e di stazionare il personale militare della NATO e le armi direttamente ai confini della Russia. L’Occidente sta anche considerando il reimpiego europeo di armi nucleari per “contrastare la minaccia russa”.   Questo rende il mondo più sicuro?

In Siria, una coalizione composta da Stati Uniti/Paesi della NATO/Paesi del Golfo sta illegalmente conducendo una duplice campagna: lotta al terrorismo e, simultaneamente, cambiamento di regime, chiedendo che un ulteriore presidente eletto si dimetta. Tuttavia, questa coalizione guidata dagli Usa sta sostenendo mercenari estremisti -con forti legami con Al Qaeda e ISIS- designati come “l’opposizione moderata”, per far cadere il governo siriano. Così, mentre ufficialmente condannano il terrorismo e si impegnano a combatterlo, continuano parallelamente a formare, finanziare, armare e supportare gli stessi gruppi che dicono di combattere.

Peggio ancora: la coalizione guidate dagli USA che opera illegalmente –senza un mandato delle Nazioni Unite e senza il permesso da parte del governo siriano-, sta realizzando operazioni militari separate con un obiettivo completamente diverso e nello stesso campo di guerra di Siria, Russia e Iran, coalizione supportata a gran maggioranza dai siriani che temono per la loro vita. Invece di unire le forze contro il terrorismo, l’Occidente sta infiammando la crisi attraverso la retorica belligerante, pericolose provocazioni e la flagrante violazione del diritto internazionale.  Questo rende il mondo più sicuro?

Media come strumenti di guerra

L’importanza del ruolo dei media nella promozione di queste guerre e politiche distruttive non sarà mai sottolineata abbastanza. Che si tratti di demonizzare un leader, una religione o un’intera nazione, i media occidentali scelgono di accentuare gli slogan occidentali per spaventare l’opinione pubblica e sostenere la guerra, piuttosto che riferire realmente sui fatti. La critica motivata politicamente è utilizzata per screditare la Russia e la Siria che in “realtà” combattono il terrorismo e difendono legalmente i propri confini. Accuse dubbie vengono regolarmente mosse alla Russia e al suo presidente, senza alcuna prova, mentre i media occidentali legittimano queste affermazioni distorcendo ulteriormente la realtà. Così, la Russia è spesso dipinta come una minaccia pari all’ISIS!
In qualunque modo non va dimenticato chi ha demonizzato Saddam Hussein e Muammar Gheddafi, chi in realtà ha creato il caos che regna in Afghanistan, Iraq, Nigeria, Libia, Yemen, Siria, e Ucraina. E chi continua a minacciare le altre nazioni – tra cui Russia, Cina e Iran. In un contesto di crescente crisi ecologica, povertà estrema e aumento delle tensioni sociali e religiose, questa politica estera estremamente pericolosa, condotta dall’Occidente e i suoi media, sta creando più terroristi, più vittime, più rifugiati, più povertà e più destabilizzazione – portando il mondo sempre più vicino all’orlo del disastro.

C’è un’alternativa
È giunto il momento di contrastare questa grave minaccia per l’umanità. Il rispetto deve essere riportato ai principi di sovranità, autodeterminazione e non-intervenzionismo; l’osservanza del diritto internazionale deve essere preminente. Sebbene la maggior parte nazioni lo rispettino, la Russia e la Cina sono le maggiori potenze mondiali che supportano il concetto di multipolarità, e fanno da contrappeso globale all’egemonia occidentale. Indipendentemente dai loro problemi di politica interna, il loro approccio cooperativo è supportato dalla maggior parte delle nazioni, da alleanze globali come il Movimento dei Non Allineati, G77 o SCO (Shanghai Cooperation Organization), e dalle alleanze latino-americane (UNASUR, ALBA e CELAC).

Inoltre, queste nazioni multipolari stanno fornendo alternative alle istituzioni -e relative pratiche neocoloniali- controllate dall’Occidente. Le loro istituzioni multilaterali e i loro progetti di sviluppo, come i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), l’AIIB (Asian Infrastructure Investment Bank) e il massiccio progetto di sviluppo eurasiatico “New Silk Road”, sono radicati nel non-intervenzionismo e nel rispetto reciproco. In netto contrasto con gli accordi commerciali occidentali, la cooperazione bilaterale con questi Stati multipolari produce risultati vantaggiosi per molti Paesi industrializzati e in via di sviluppo in Africa, America Latina, Asia ed Europa. Nel complesso è la maggior parte delle nazioni del mondo che promuove un approccio multipolare alla situazione globale in base ai principi della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ed è proprio questo il motivo per cui l’Occidente vuole che questo progetto fallisca – perché rappresenta una minaccia alla sua egemonia globale.

Pertanto, tutti coloro che vogliono la pace – siano essi nazioni, organizzazioni, movimenti o individui provenienti da tutto lo spettro politico, economico, sociale e culturale- si devono unire in una voce a sostegno della multipolarità. Questa voce deve essere amplificata dai media occidentali e deve riecheggiare attraverso fonti mediatiche veritiere, multipolari e indipendenti. Questa voce potrebbe essere sostenuta attraverso grandi conferenze, in una coalizione con iniziative, posizioni politiche e una piattaforma comune.

Questa coalizione multipolare dovrebbe mobilitare una forza che possa portare l’Occidente a un allontanamento dalla sua politica distruttiva, attraverso il sostegno politico ed economico alle nazioni che perseguono (o che desiderano perseguire) l’equilibrio politico della cooperazione e della diplomazia.

Anche come individui, siamo in grado di esercitare una pressione al fine di sostenere i fautori della multipolarità: prendendo contatto con gli uffici governativi e i mezzi di comunicazione, cambiando le nostre abitudini nei sondaggi e il nostro comportamento da consumatori, o trovando modi creativi per diffondere la parola utilizzando l’arte, la musica, il cinema o la letteratura. Più di un semplice appello alla solidarietà, questo deve essere una forza politica e di base per un cambiamento positivo.

Una decisione che tutti noi dobbiamo prendere

Dall’Assemblea Generale dell’ONU del 15 settembre 2015 -e gli eventi che ne son seguiti-, due distinte forme di diplomazia sono state esposte agli occhi di tutti, mettendo il mondo di fronte a una scelta: vogliamo un mondo unipolare in cui siano le guerre occidentali dettare il destino del mondo, o un mondo multipolare in cui i paesi sovrani si adoperino in un ambiente di pace, cooperazione e il rispetto reciproco? È chiaro che la maggioranza globale sceglie quest’ultima.

Pertanto, NOI, la maggioranza globale, unita nella solidarietà per la pace attraverso la diplomazia, dichiariamo che:

Rispettiamo la sovranità tutte le nazioni e il loro diritto all’autodeterminazione. Siamo convinti che il futuro di OGNI Paese debba essere deciso dai cittadini di quel Paese da solo, libero da tutte le minacce esterne e le interferenze, e che i conflitti multinazionali debbano essere risolti attraverso processi politici e trattative diplomatiche.

Sosteniamo tutte le nazioni che esercitano un approccio multilaterale di cooperazione per gli affari globali. La politica controproducente e pericolosa di un intervento militare unilaterale è una violazione del diritto internazionale, e deve essere universalmente condannato.

Sosteniamo nazioni e coalizioni multinazionali che lavorano con determinazione per fermare il terrorismo. Le nazioni che partecipano direttamente o indirettamente nella formazione, armamento, finanziamento e sostegno di gruppi estremisti collegati ai terroristi, violano il diritto internazionale e devono essere ritenuti responsabili e condannati.

Apprezziamo e sosteniamo esplicitamente i mezzi d’informazione globale giusti ed equilibrati, che riferiscono obiettivamente sugli eventi mondiali. Condanniamo i media con orientamenti occidentali, che clamorosamente distorcono i fatti e consapevolmente presentano una visione prevenuta e unilaterale degli eventi.
Ci impegniamo ad adoperarci e a sostenere gli sforzi in favore della non-violenza, per promuovere la pace globale e la tolleranza nei confronti di tutti i popoli e di tutte le fedi.

Uniamoci insieme firmando, pubblicizzando e/o diffondendo ampiamente quest’appello e tutti gli sforzi che sostengono idee simili.

“ No alla guerra … YES per un mondo multipolare! “

“ NO alla guerra … SÌ per un mondo multipolare! “

Firmar:

http://www.dw-formmailer.de/forms.php?f=5918_94111